ROBE DI KAPPA
1 MARCHI e restyling nel tempo
Kappa fu fondata nel 1916 da Abramo Vitale, giovane torinese che, per sfuggire al reclutamento militare, si dedicò alla produzione di calze e biancheria intima creando il “Calzificio Torinese”; il primo marchio del 1934 era costituito da un’aquila in volo che brandiva un monogramma “CTT” (Calzificio Torinese, Torino) ed uno svolazzo con la scritta latina “flectar non frangar”, cioè “mi spezzerò ma non mi piegherò”.
Nel 1938 la proprietà passò al nipote Davide Vitale; alla fine della Seconda guerra mondiale, l’azienda cominciò anche la produzione di maglieria modificando nel 1951 la denominazione in “Maglificio Calzificio Torinese”; di grande importanza fu la fornitura di calze all’esercito italiano con il marchio di prodotto “Aquila”. Nel 1955 tale marchio di prodotto divenne il marchio d’azienda, raffigurato con un’aquila stilizzata all’interno di un cerchio.
Per far fronte ad un errore, il marchio fu sottoposto ad una trasformazione: vennero rimandate in fabbrica alcune scatole contenenti calzini difettosi accompagnate da minacce dei fornitori; si propose pertanto di inserire un simbolo di controllo, una garanzia per il cliente: la lettera “K”, abbreviazione della parola tedesca “Kontroll”. L’imponente lettera su sfondo ovale rosa divenne un segnale di qualità, non ancora un’identità di marca vera e propria; il centro della comunicazione si spostò verso tale lettera che nel tempo diventerà molto riconoscibile e richiesta dai clienti tanto da diventare nel 1958 la nuova denominazione dell’azienda al posto di “Aquila”. Con il crollo degli ordini militari, la società si rivolse al mercato dei beni di largo consumo.
Nel 1965 il logotipo, disegnato da Armando Testa, raffigurava la parola “Kappa” con l’iniziale maiuscola.
Maurizio Vitale, pronipote di Abramo, prese nel 1967 le redini dell’azienda pensando a rivoluzionare la produzione con magliette e canottiere rivisitate in chiave sessantottina; durante un servizio fotografico ad Ibiza per un catalogo di costumi da mare “Beatrix”, marchio facente capo alla stessa società madre di Kappa, fu ritrovato uno scatto controluce, scartato dal fotografo Sergio Druetto: due giovani seduti di spalle in silhouette che divenne marchio, simbolo di uguaglianza e cooperazione tra i sessi. “Ma come le chiamiamo ‘ste robe qui?” fu la domanda con tipico accento torinese. “…ma le chiami come crede! Le chiami le Robe di Kappa” fu la risposta che diede vita alla nuova denominazione. Nel 2019 l’azienda lanciò un appello sui social per ritrovare i due giovani modelli che avevano ispirato il famoso marchio; dalla foto scattata cinquanta anni prima da Sergio Druetto, fu stato ritrovato solo l’uomo della foto, non la donna.
Nel 1978 Maurizio Vitale decise, primo in Italia, di sponsorizzare una squadra di calcio, pienamente consapevole dell’importanza che questo sport ha per le masse, e nacque il ramo dell’azienda che si occupa solo dello sport: il logotipo “Kappa” con il payoff “Authentic Sportswear Brand Since 1967”; con questo marchio la Juventus fu la prima squadra italiana di calcio a cucire il simbolo di un’azienda sponsor sulla propria divisa da gioco.
Nel 1984, in occasione delle olimpiadi di Los Angeles, ci fu il restyling del marchio con l’utilizzo del carattere tipografico Helvetica; tale marchio divenne sponsor ufficiale dell’abbigliamento della squadra statunitense mostrando al mondo nuovi capi d’abbigliamento mai utilizzati prima.
Nel 1994 l’azienda dichiarò bancarotta e fu prelevata da Marco Boglione che rimodernò il marchio in chiave contemporanea con gli omini in outline rosso con il font Helvetica Extended.
Nel 1997 il marchio recò il logotipo composto in Futura maiuscolo. Nel 1999 divenne sponsor tecnico della Nazionale Italiana di calcio; l’anno seguente presentò la maglia “Kombat”, definita rivoluzionaria, modello attillato, ispirato alle mute da surf.