Le radici dell’azienda affondano nella Romagna degli anni Trenta del Novecento, quando la famiglia Amadori, guidata da Ondina e Agostino insieme ai figli Adelmo, Arnaldo e Francesco, iniziarono il commercio in ambito locale di pollame e animali da cortile. La svolta arrivò a metà degli anni Cinquanta: Francesco e Arnaldo intuirono il potenziale del settore e ampliarono l’attività con l’allevamento e in seguito con mangimifici, incubatoi e impianti di macellazione, creando così nel 1969 a Cesena uno dei primi modelli di industria a filiera integrata.

Il primo logotipo del 1969 raffigurava la scritta “Amadori Avicolture” con le due grandi lettere “A” incastrate tra loro e le diciture abbreviate di “Fratelli” e di “Azienda Agricola”; in assenza di regole grafiche, la riconoscibile etichetta del packaging, recante la testa di un pollo stilizzato ed inscritto in un cerchio con il logotipo rosso “Pollo Amadori”, divenne il simbolo dell’azienda.

Negli anni Settanta la distribuzione divenne nazionale e il marchio si trasformò: il cognome di famiglia campeggiava su una forma fluida di colore verde che richiamava le colline romagnole e faceva da accento all’icona del pollo stilizzato; comparve inoltre il payoff “sapore di Romagna”. Con questo marchio nel 1979 andò in onda il primo spot televisivo Amadori.

Nel 1981 nacque il polo produttivo in Abruzzo e Amadori mosse i primi passi verso l’innovazione di prodotto proponendo i primi preparati con il marchio senza il payoff. Nel 1987 il marchio venne leggermente rivisitato: venne ridisegnata l’icona del pollo in stile cartoon per un design complessivo più efficace e moderno.

Nel 1996 il designer Gio Rossi venne incaricato del restyling del marchio: la campitura verde divenne protagonista arricchendosi di due alberi nella parte superiore e comparve la scritta dorata “Fratelli di Romagna”, a suggellare le origini familiari dell’azienda e il legame con il territorio. Nel 1999 il fondatore Francesco Amadori apparve per la prima volta negli spot aziendali e, nel 2000, con lo spot firmato da Alessandro D’Alatri, nacque lo slogan di successo: “Parola di Francesco Amadori”.

Nel 2001, da un’idea di Francesco Amadori, nacque in Puglia il progetto “Il Campese”, il pollo allevato all’aperto, e successivamente allevato senza l’uso di antibiotici. Per quell’occasione venne presentato il nuovo marchio con l’eliminazione della storica icona del pollo per mettere in risalto il nome del brand e i suoi valori fondanti. La scritta Amadori cambiò font e si inserì in una forma ovale verde, assieme ad un cartiglio rosso col nuovo payoff “Passione di famiglia”; la forma di tutta la composizione era ispirata alla sagoma di un cappello da cuoco.

Nel 2015 Francesco Amadori lasciò il controllo dell’azienda ai figli Flavio e Denis. Il 2023 ha segnato una nuova tappa significativa nella storia di Amadori che, dopo 22 anni, ha rinnovato il proprio marchio per adottare un’identità visiva che aggiorna la radice identitaria della marca in continuità con la sua storia di successo proiettandosi verso un futuro di nuovi traguardi. Il logotipo, ideato dall’agenzia torinese Goodmind, si è spogliato di molti elementi grafici facendo della leggerezza e della semplicità i suoi punti di forza: la scelta era quella di puntare tutto sulla distintività e sulla forza del nome, attraverso la personalità del carattere ovvero la riconoscibilità del lettering che è rimasto unico protagonista e ha mantenuto il verde come colore principale; anche il puntino della lettera “i”, volutamente rosso, è stato un riferimento alla passione e che, insieme al verde e al bianco, richiama l’italianità. Il nuovo marchio è “libero” da ogni gabbia grafica, così come l’offerta di Amadori si muove più liberamente in tutto il campo delle proteine, anche vegetali.