La storia del pastificio di Giovanni Rana cominciò nel 1962 a San Giovanni Lupatoto (Verona); il fondatore consegnava di persona i tortellini freschi ai primi clienti sul mitico “Guzzino”. Nel periodo di forte espansione dell’economia italiana, una nuova generazione di donne si apprestava a lavorare fuori casa riducendo significativamente il tempo da dedicare alla cucina e, in particolare, alla realizzazione casalinga della pasta fresca; questo nuovo scenario generò una crescente domanda di pasta fresca fatta a mano contribuendo a trasformare il suo progetto imprenditoriale da un livello regionale a quello nazionale.

Nel 1971 il primo marchio Rana consisteva in un riquadro azzurro con un cucchiaio e una forchetta accavallati che reggevano un tortellino alle proprie estremità esplicitando così i due modi per gustare i tortellini, cioè in brodo o asciutti; al di sopra delle due posate, in giallo il cognome scritto in maiuscolo con la prima e ultima lettera leggermente più alte delle altre. Con l’aiuto di ingegneri e meccanici, Giovanni Rana progettò e sviluppò nuovi macchinari in modo da poter rispondere alla crescente domanda legata ai volumi e alle varietà di pasta.

Nel 1982 il marchio fu sottoposto ad un leggero restyling con una maggiore cura degli elementi grafici, il tutto inscritto in una forma blu scuro. Negli anni Ottanta il settore della pasta fresca venne aggredito dalle principali multinazionali del settore ma il Pastifico Rana resistette a tutte le lusinghe dei grandi colossi che volevano acquisirlo. L’azienda è diventata leader in Italia anche grazie ai primi investimenti in comunicazione con lo stesso Giovanni Rana protagonista, tra i primi a farlo, degli spot televisivi.

Nel 1991 il marchio fu sottoposto ad un restyling con il riequilibrio degli elementi grafici: il logotipo più grande, composto con un carattere arrotondato, e le posate più piccole, il tutto all’interno di una forma trapezoidale blu contornata di giallo.

Con l’arrivo del nuovo millennio l’azienda ha diversificato l’offerta produttiva verso tipologie, formati e ripieni diversi; in quest’ottica nel marchio il riferimento simbolico dei tortellini era riduttivo e poteva generare malintesi. Pertanto nel marchio del 1999, disegnato da Gio Rossi, all’interno della forma trapezoidale viveva il logotipo più evidente con caratteri graziati e, soprattutto, le posate apparivano ridimensionate. Nel 2007 l’azienda entrò nel mondo della ristorazione con l’apertura del primo ristorante “Da Giovanni” in provincia di Brescia; una sfida che impegnava la famiglia a portare sulla tavola ciò che fino ad allora si fruiva solo nei supermercati.

Nella fase di espansione nazionale, per sgombrare il malinteso del nome di fantasia legato all’animale “rana” rispetto al vero cognome del fondatore, nel marchio del 2009 comparve anche il nome “Giovanni” e le posate con dimensioni ancora minori; il tutto all’interno di una forma trapezoidale curvosa con lumeggiature per l’effetto tridimensionale. Nel 2012 il sogno della famiglia Rana di sbarcare con i propri prodotti in America non solo si avverò ma diventò ancora più grande! Aprirono praticamente nello stesso momento il primo stabilimento di pasta e sughi freschi a Chicago nonché il primo ristorante a New York all’interno dell’esclusivo quartiere di Chelsea.

Nel 2014 nel marchio, disegnato da Robilant, le posate sono state rimosse lasciando il campo al solo cognome con un carattere lineare con filetto azzurro e sul logotipo c’è anche la firma estesa del fondatore per sottolineare come, fin dagli esordi, Giovanni Rana sia stato un testimonial e garante della qualità dei prodotti che portano il suo nome; tutti questi elementi grafici erano inscritti nella forma trapezoidale con sfumature di blu e azzurro. Dopo la conquista della leadership nell’ambito della pasta fresca anche negli Stati Uniti d’America, nel 2019 l’azienda ha aperto un secondo sito produttivo a Chicago con nuove linee di produzione dedicate a prodotti innovativi e pensati appositamente per i palati d’oltreoceano.

Ancora l’agenzia Robilant nel 2021 ha sottoposto il marchio ad un restyling minimal: il blu utilizzato per lo sfondo è ora uniforme e presenta una tonalità più scura mentre il giallo una tonalità più calda; in alcuni casi particolari il marchio si presenta “al positivo” senza la forma trapezoidale.