Nel 1914 Alfieri Maserati fondò a Bologna la “Società anonima officine Alfieri Maserati”, un’officina per l’elaborazione di vetture dell’Isotta Fraschini.

Nel 1926 fu costruita la prima automobile, la “Tipo 26”, su cui apparve il primo marchio Maserati: il tridente della statua di Nettuno della fontana di piazza Maggiore di Bologna, simbolo di potenza e di regalità. Tale marchio fu disegnato da Mario Maserati, fratello artista scarsamente appassionato di motori; l’idea del tridente fu suggerita dal marchese Diego de Sterlich, grande amico di famiglia e sostenitore della scuderia.

Nel 1937 l’azienda venne ceduta ad una famiglia modenese, gli Orsi, il cui impero si estendeva dalle fonderie all’industria siderurgica, dalla metallurgia all’utensileria; da quella incorporazione ebbero vita due società che recavano lo stesso marchio: le “Officine Alfieri Maserati” per le auto da corsa e la “Fabbrica candele Maserati” per le candele e batterie. Da quel momento la sede delle società si spostò a Modena.

Nel 1951 il marchio, per la prima volta, venne inserito in una forma ovale a punta; nel 1954, forse per l’assenza di regole d’uso, l’ovale appariva anche con le punte arrotondate. Dopo alterne vicende aziendali, nel 1968 la Maserati viene acquistata dalla francese Citroën ma la situazione precipita nel 1973 quando l’industria è posta in liquidazione.

Nel 1975 viene acquisita dall’argentino Alejandro De Tomaso; in questa occasione il restyling del marchio venne affidato a Michele Spera che, nel 1983, essenzializza il tridente colorandolo di azzurro. Nel 1985 si ritornò al marchio storico apportando piccole variazione al tridente e alla sua struttura.

Nel 1993 l’azienda fu incorporata nel gruppo Fiat e nel 1997 il marchio fu sottoposto a restyling, affidato a Ubaldo Righi in collaborazione con Iosa Ghini Associati. L’ovale fu allungato e fu semplificato il disegno del supporto con l’asta; fu ridisegnato anche il logotipo, con evidenti riferimenti a quello storico del 1951. Nonostante i vincoli grafici, continuavano a essere presenti nella comunicazione aziendale alcuni marchi della tradizione che non davano un senso di unitarietà.

Nel 2003 il gruppo Fiat decise di sviluppare una campagna pubblicitaria internazionale in occasione del rilancio del marchio storico e della produzione di nuove autovetture, soprattutto verso i mercati esteri. Per tale motivo, nel 2006 si decise l’ottimizzazione dell’intero sistema di corporate design creando nuove regole gerarchiche. Per il nuovo marchio fu incaricata l’agenzia tedesca Seidldesign che mise ordine nella comunicazione; in prima battuta si ripensò al carattere del logotipo con l’individuazione del carattere Bembo, creato da Francesco Griffo di Bologna nel XV secolo. Poi, il dente centrale del tridente fu alleggerito e fu prevista anche una versione semplificata per una migliore resa nelle piccole dimensioni. Tra il tridente e il logotipo furono previste due impaginazioni: il marchio ovale da utilizzarsi nelle comunicazioni corporate e istituzionali mentre il marchio senza l’ovale, tutto nero, da utilizzarsi per tutti gli strumenti di stampa e negli eventi di marketing. Altra novità fu la “saetta” Maserati, da utilizzarsi solo come firma di prodotto nei materiali “below the line”.

Nel 2020, con il lancio del nuovo modello MC20, la casa automobilistica mostra i cambiamenti nell’identità Maserati. C’è l’ulteriore stilizzazione del suo iconico tridente e l’adozione dell’unico colore blu; rivoluzionato il logotipo che non reca più il font graziato tutto maiuscolo ma un altro gestuale capitalizzato e italic, tipico delle targhette delle auto italiane degli anni Sessanta con le lettere tutte legate.