AURICCHIO
1 MARCHI e restyling nel tempo
La storia aziendale cominciò nel 1877 con Gennaro Auricchio, commerciante di Torre del Greco (Napoli), che aprì a San Giuseppe Vesuviano (Napoli) alcuni negozi per la vendita di olio, lardo, prosciutti e formaggi. L’azienda si affermò nel settore lattiero-caseario con la produzione di provolone e di formaggi a base di latte ovino grazie ad una ricetta esclusiva e dall’ingrediente speciale noto come il “segreto di don Gennaro”; questo segreto donava ai prodotti un sapore unico e inconfondibile tanto da rendere il cognome del fondatore sinonimo del formaggio, specialmente nel Meridione d’Italia. Sul finire dell’Ottocento, per far fronte alla scarsità di latte presente in Campania e alla crescente domanda di provolone, il fondatore decise di mettersi in viaggio verso la Pianura Padana in cerca di latte buono ed abbondante. A Cremona trovò una zona fertile e ricca di bovini da latte; così iniziò ad organizzare il lavoro di casari locali insegnando loro come produrre il provolone, formaggio fino a quel momento quasi sconosciuto nel nord Italia. Nei primi anni del Novecento la fama del provolone Auricchio si accrebbe, sia in Italia che all’estero, e con i primi emigranti varcò l’oceano arrivando negli Stati Uniti, in particolare nella comunità italiana di Little Italy di New York.
Il primo marchio ufficiale del 1910, momento fondamentale per l’azienda perché segnò il passaggio da un’attività familiare a una realtà più strutturata e riconoscibile sul mercato, era un logotipo del nome e cognome del fondatore con un carattere tipografico maiuscolo e allungato. Nel 1949 la sede legale ed amministrativa di Auricchio, ormai divenuta società per azioni, venne trasferita a Cremona mentre la stagionatura, l’affinatura e la relativa commercializzazione a San Giuseppe Vesuviano. Nel 1950 il marchio iniziò ad assumere una forma più definita e distintiva passando da uno stile più artigianale ad una grafica più standardizzata con l’eliminazione del nome del commerciante e con il cognome esplicitato in rosso e un carattere cosiddetto “egiziano” dalle grazie molto marcate.
Nel 1959 comparve per la prima volta nel marchio un simbolo, definito come la “A con l’àncora”, che è possibile interpretare sia come una figura umana che regge i provoloni sia come un gancio su cui venivano appunto appesi i provoloni; per la verità tale “àncora” era già presente nel 1910 in un marchio di un’azienda di un fratello di Gennaro, cioè quella di Ferdinando, che era ubicata a Castellammare di Stabia e, verosimilmente, era il simbolo di una produzione in un territorio a vocazione marinara.
Nel 1985 si ritornò al logotipo del 1950 ma con la riduzione dello spazio tra le lettere e la rivisitazione grafica della parte inferiore della lettera “U”; nel 1987 il simbolo antropomorfo era posizionato alla sinistra del logotipo. Nel 1992, nel pieno della crisi economica, una multinazionale straniera offrì di comprare il 50% dell’azienda ma il presidente Gennaro Auricchio, nipote del fondatore, con i suoi figli decise di rilevare tutte le azioni messe in vendita ricomponendo l’azienda in un unico nucleo familiare come era nel 1877.
Nel 1993 il simbolo era posizionato in alto al centro del logotipo mentre nel 2001 era posizionato in corrispondenza della lettera iniziale del logotipo. A partire dagli anni Novanta l’azienda iniziò la propria politica di rinnovamento grazie a nuovi investimenti e a diverse acquisizioni aziendali italiane e straniere. Tra il 1998 e il 2002 la società intraprese una coraggiosa strategia di marketing: per sigillarne l’originalità, ogni spicchio di Auricchio era firmato attraverso una texture del marchio.
Nel 2011 il marchio era costituito da una forma rossa con, all’interno, i vari elementi della composizione; per la prima volta comparve la data di fondazione e il tricolore italiano come elementi di grande valore nella competizione commerciale.
Nel 2014 il restyling del marchio ha riportato gli elementi in positivo in una composizione più equilibrata. Nel 2017 la ricorrenza del 140° anniversario venne celebrata dall’emissione filatelica della serie “le eccellenze del sistema produttivo ed economico” ad opera del Ministero dello Sviluppo Economico e di Poste Italiane.