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Il marchio Bandiera Italiana

 
marchio Bandiera Italiana
Bandiera Italiana Stendardo
Bandiera Italiana Napoleonica
Bandiera Italiana Napoleonica
Bandiera Italiana Napoleonica
marchio Bandiera Italiana
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Bandiera Italiana misure
Bandiera Italiana volantino
marchio Bandiera Italiana
Bandiera Italiana campionato mondo calcio
Bandiera Italiana mascotte campionato mondo calcio
Bandiera Italiana frecce tricolori
Bandiera Italiana Quirinale

La storia del marchio Bandiera Italiana

Come altre bandiere, anche quella dell’Italia si ispira alla bandiera francese introdotta con la rivoluzione del 1789. La prima campagna d’Italia, che Napoleone conduce tra il 1796 e il 1799, sgretola l’antico sistema di Stati in cui era divisa la penisola e vennero adottate bandiere di foggia tricolore dalle numerose repubbliche di ispirazione giacobina di chiara impronta democratica (Repubblica Ligure, Repubblica Romana, Repubblica Partenopea, Repubblica Anconitana); ma anche dai reparti militari “italiani” che affiancavano l’esercito francese, caratterizzate da tre fasce di uguali dimensioni. In particolare, i vessilli reggimentali della Legione Lombarda presentavano, appunto, i colori bianco, rosso e verde, fortemente radicati nel patrimonio collettivo di quella regione: il bianco e il rosso, infatti, comparivano nello stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco) mentre verdi erano, fin dal 1782, le uniformi della Guardia civica milanese. Gli stessi colori, poi, furono adottati anche negli stendardi della “Legione Italiana”, che raccoglieva i soldati delle terre dell’Emilia e della Romagna; fu probabilmente questo il motivo che spinse la Repubblica Cispadana a confermarli nella propria bandiera. Al centro della fascia bianca una faretra con quattro frecce, circondata da un serto di alloro e ornato da un trofeo di armi. Il tricolore italiano, quale bandiera nazionale, nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797; all’inizio il tricolore era con bande orizzontali con, dall’alto: rosso, bianco, verde. La maggior parte delle repubbliche democratiche non sopravvisse alla controffensiva austro-russa del 1799 mentre altre confluirono, dopo la seconda campagna d’Italia, nel Regno Italico, che sarebbe durato fino al 1814; nella metà del 1802 la forma diviene quadrata, con tre quadrati degli stessi colori racchiusi l'uno nell'altro. In quegli anni la bandiera venne avvertita non più come segno dinastico o militare ma come simbolo del popolo, delle libertà conquistate e, dunque, della nazione stessa. Con il Congresso di Vienna il vessillo tricolore fu soffocato dalla Restaurazione ma, negli anni che seguirono, continuò ad essere innalzato, quale emblema di libertà, nei moti del 1831 e nelle rivolte mazziniane. Abolito alla caduta del Regno Italico di Napoleone, il tricolore fu ripreso, nella sua variante rettangolare, dai patrioti dei moti del 1821 e del 1831. Mazzini la scelse come bandiera per la sua “Giovine Italia” e fu subito adottata anche dalle truppe garibaldine. Durante i moti del '48/'49, sventola in tutti gli Stati italiani nei quali sorsero governi costituzionali: Regno di Napoli, Sicilia, Stato Pontificio, Granducato di Toscana, Ducato di Parma, Ducato di Modena, Milano, Venezia e Piemonte. In quest'ultimo caso, alla bandiera fu aggiunto, nel centro, lo stemma sabaudo (uno scudo con croce bianca su sfondo rosso, orlato d’azzurro). Nel 1848 Carlo Alberto rivolge alle popolazioni del Lombardo Veneto il famoso proclama che annuncia la prima guerra d’indipendenza e che termina con queste parole: ”(…) per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell’unione italiana vogliamo che le Nostre Truppe (…) portino lo scudo di Savoia sovrapposto alla Bandiera tricolore italiana”. Allo stemma dinastico fu aggiunta una bordatura di azzurro, per evitare che la croce e il campo dello scudo si confondessero con il bianco e il rosso delle bande del vessillo”. (cfr. FIGC per il colore della maglietta della Nazionale di Calcio). Nel 1861 venne proclamata l’Unità d’Italia e la sua bandiera continuò ad essere, per consuetudine, quella della prima guerra d’indipendenza. Ma la mancanza di una apposita legge al riguardo - emanata soltanto per gli stendardi militari - portò alla realizzazione di vessilli di foggia diversa dall’originaria, spesso addirittura arbitrarie. Soltanto nel 1925 si definirono, per legge, i modelli della bandiera di Stato. Quest’ultima (da usarsi nelle residenze dei sovrani, nelle sedi parlamentari, negli uffici e nelle rappresentanze diplomatiche) avrebbe aggiunto allo stemma la corona reale. Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall’Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all’articolo 12 della nostra Carta Costituzionale. La bandiera italiana è un tricolore composto da tre bande verticali di uguali dimensioni. Partendo dall’asta i colori sono: verde, bianco e rosso.