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Il marchio Pirelli

 
Giovanni Battista Pirelli
Pirelli - Firma fondatore
Marchio Pirelli
Marchio Pirelli
Pirelli - Copertina catalogo
Pirelli - Itala pneumatici Pirelli
Marchio Pirelli
Pirelli - Primo logotipo
Marchio Pirelli
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Pirelli - Particolare listino pneumatici
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Pirelli
Pirelli - Targa smaltata manifesto Codognato
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Pirelli - Pagina pubblicitaria
Pirelli - Pagina pubblicitaria
Pirelli - Pagina pubblicitaria
Pirelli - Pagina pubblicitaria
Pirelli - Pagina pubblicitaria
Marchio Pirelli
Marchio Pirelli
Pirelli - Pagina pubblicitaria
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Marchio Pirelli
Pirelli - Quotazione spessori
Pirelli - Targa smaltata
Pirelli - Manifesto pubblicitario Armando Testa
Pirelli - Pagina pubblicitaria Bob Noorda
Pirelli - Pagina pubblicitaria AG Fronzoni
Marchio Pirelli
Pirelli - Quotazione spessori
Pirelli - Griglia riferimento
Marchio Pirelli
Pirelli - Tavola manuale corporate identity

La storia del marchio Pirelli

Nel 1872 l’ingegnere Giovanni Battista Pirelli costituì a Milano, tra le prime industrie italiane, la “Pirelli & C.” per la realizzazione di articoli in gomma elastica. La produzione, dapprima limitata ad articoli semplici come placche, cinghie e tubi, si estese in pochi anni ad ogni genere di manufatti in gomma per applicazioni tecniche, industriali e scientifiche. In seguito si avviò la fabbricazione di fili e cavi isolanti per applicazioni elettriche mentre il settore gomma della fabbrica produsse “guarnizioni pneumatiche per velocipedi”. Nel 1888 la società depositò il suo primo marchio di fabbrica, la celebre “stella” che contrassegnò per anni i pneumatici e l’intera produzione. Nel 1901 fu depositato un altro marchio ovale con la sola scritta “P & C Milano” e fregi liberty. In entrambi i casi si trattava di marchi il cui scopo era di dichiarare l’autenticità del prodotto, non di fare essi stessi pubblicità all’azienda. Quello dei pneumatici era un mercato sul quale esistevano parecchi concorrenti, alcuni dei quali molto forti; per affermarsi, si richiedeva una intensa “reclame” che conferisse identità e desse spicco al prodotto industriale. Infatti, nel 1907, la Pirelli fornì le proprie gomme alla “Itala” di Borghese e Barzini che vinse il raid automobilistico di 16.000 Km tra Pechino e Parigi, quasi tutti “fuori strada”; per questo primato fu realizzato un marchio con la corona d’alloro. La “P” dilatata, che copre “a tettoia” le altre lettere, nacque nel 1908 a New York; chi l’abbia inventata non si sa ma la forma allungata della lettera “P” era già un tratto caratteristico della firma di Giovanni Battista Pirelli, come in un documento da lui firmato nel 1884. L’allungamento grafico dell’ansa della “P” alludeva all’elasticità propria della gomma. Il logotìpo istituzionale fu tuttavia, per lungo tempo, tutt’altro che stabile passando per una serie di variazioni calligrafiche e decisamente grafiche: risentì del gusto floreale e ornato nel modo di atteggiarsi come “P” maiuscola, si stirò, si allungò, si intrecciò svolazzante con le parole destinate a convivere con esso nello spazio pubblicitario, come nel logotìpo “Pirelli Cord” del 1923. Nel 1946 fu disegnato un marchio-scudetto, usato fino ai primi anni Settanta. Da quella data si avviò un proficuo lavoro d’immagine coinvolgendo grafici ed artisti di livello mondiale per valorizzarne il marchio. Inevitabilmente, l’aspetto grafico del nome si presentava variegato e necessitava, pertanto, d’una regola. Fu stabilito nel 1946 il valore da applicare alla “P” e agli spessori delle altre lettere. Nel 1982 fu concepito da Salvatore Gregorietti l'ultimo restyling e, per l’uso uniforme del marchio, fu redatto il manuale d’uso del logotipo con il disegno corretto delle lettere “R” e “E”; nel 1997, invece, Pierluigi Cerri ha realizzato il manuale bilingue dal quale si evidenziano i giusti riferimenti cromatici.