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Il marchio Perugina

 
Perugina - Francesco Buitoni
Perugina
Perugina - Facciata stabilimento
Perugina
Perugina
Perugina - Primo scatolo Baci Seneca
Perugina - Primo incarto Bacio
Perugina - Automezzo
Perugina - Manifesto pubblicitario Seneca
Perugina
Perugina
Perugina
Perugina
Perugina - Pagina pubblicitaria
Perugina - Pagina pubblicitaria
Perugina - Pagina pubblicitaria
Perugina
Perugina
Perugina - Pagina pubblicitaria
Perugina
Perugina - Packaging

La storia del marchio Perugina

La storia aziendale cominciò a Perugia nel 1907 con la “Società perugina per la fabbricazione dei confetti” fondata da Francesco Andreani, Leone Ascoli, Annibale Spagnoli e Francesco Buitoni; quest’ultimo era membro dell’omonima famiglia di pastai di San Sepolcro, in provincia di Arezzo (cfr. Buitoni). Il marchio dell’epoca raffigurava il grifone andante a sinistra, simbolo della città di Perugia, ed uno scudo con l’acronimo “SPFC”. Il cioccolato entrò in scena nel primo dopoguerra; nel 1920 la società assunse la nuova denominazione di “La Perugina, Cioccolato e Confetture” e, nel 1923, di “Perugina”. Il marchio si essenzializzò con il solo grifone, qui andante a destra, ed il nome nel carattere di ispirazione medievale con il gancio tipico della lettera “R” ed il ricciolo della lettera “A”. Alla fine degli anni Venti la Perugina vide rafforzare il suo ruolo di industria di punta nel settore dolciario. Il marchio fu stilizzato nel 1931 rendendolo più moderno con la “U” al posto della “V” di stile fascista e, nel 1933, una versione con alcuni caratteri senza grazie. Nel 1939 ci fu un restyling che mirò ad essenzializzare e rendere compatto il logotìpo con la scomparsa del ricciolo della lettera “A” e col recupero del grifone in posizione non rampante e andante a sinistra. Nel 1985 il marchio fu inserito in un ottagono schiacciato di colore oro dove c’era anche la data di fondazione; nel 1989 il grifone ed il logotìpo di colore oro furono inseriti in un semicerchio blu contornato anch’esso d’oro. Queste differenti impaginazioni deponevano a favore della vitalità di un marchio che, malgrado i suoi molti anni, dimostrava come tradizione e innovazione potessero convivere e consentire una presenza crescente in mercati complessi e globalizzati. Nel 2002 Landor Associates ha apportato una modifica al lettering rendendolo più moderno ed essenziale mentre l’agenzia Break ha modificato il grifone che appare in silhouette su una porzione di arco. Storicamente è stato soprattutto il celebre prodotto Perugina, il Bacio, a familiarizzare nel 1922 gli italiani con il cioccolato, a renderne democratico l’uso. La leggenda vuole che il suo primo nome fosse nientemeno che “cazzotto”, dovuto alla sua forma tozza anche se venne rapidamente ribattezzato in modo diverso e si prestò a facili giochi di parole e a simpatiche allusioni. Federico Seneca, uno dei più affermati cartellonisti e disegnatori degli anni Venti, disegnò la scatola dei Baci ispirandosi al quadro “Gli innamorati” di Francesco Hayez ed inventò il cartiglio, ossia del bigliettino con la frase amorosa, ancor oggi presente nei Baci. La scatola ha subìto negli anni diverse operazioni di restyling.