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Il marchio Kimbo

 
Kimbo - Fratelli Rubino
marchio Kimbo
Kimbo - Bar pasticceria Napoli
Kimbo - Costruzione stabilimento
Marchio Kimbo
Kimbo - Packaging
Kimbo - Packaging
Kimbo - Cartello pubblicitario
Marchio Kimbo
Kimbo - Packaging
Kimbo - Packaging
Kimbo - Pagina pubblicitaria
Marchio Kimbo
Kimbo - Bozzetti
Kimbo - Packaging
Kimbo - Pagina pubblicitaria
Kimbo - Carrozza treno livrea
Marchio Kimbo
Kimbo - Manuale
Marchio Kimbo
Marchio Kimbo
Kimbo - Archigrafia
Kimbo - Tram livrea
Kimbo - Packaging
Kimbo - Stand fieristico
Marchio Kimbo
Kimbo - Tazzina
Kimbo - Archigrafia
Kimbo - Pagina pubblicitaria
Marchio Kimbo
Kimbo - Corporate identity
Kimbo - Packaging

La storia del marchio Kimbo

Nel dopoguerra a Napoli i fratelli Rubino affiancano il padre nella conduzione del bar-pasticceria di famiglia. La fama del loro espresso si diffonde velocemente fuori dal quartiere; nasce l’idea di portare il piacere del caffè napoletano in tutti i bar e in tutte le case del mondo. Pertanto fondano nel 1955 la società “Cafè do Brasil”; negli anni Sessanta i fratelli Rubino colgono al volo l’opportunità offerta dalle nuove tecniche di confezionamento e, con la rivoluzionaria lattina sottovuoto, si potrà portare ovunque il vero caffè della tradizione napoletana. Nel 1963 l'azienda diventa società per azioni; nel 1964 il primo marchio era composto dal logotìpo “stencil”, tipico delle scritte sui sacchi di caffè d’importazione. Con la progressiva crescita aziendale nel 1971 nasce Kimbo, un nome che evoca le esotiche terre di origine dei chicchi di caffè. L'iniziale "K", consonante dura e facilmente ricordabile, aveva assonanza con "jumbo", a ricordare che il caffè è un prodotto d'oltreoceano; e poi cinque sole lettere che avrebbero permesso grande visibilità anche in piccoli spazi. In breve il marchio diventa una delle più importanti torrefazioni europee. Con l’adozione della nuova denominazione, il logotìpo era composto con un carattere neretto, tutto minuscolo, e la scritta “caffè” con un cerchio rosso nell’occhiello della lettera “a”. La fama e la crescita di Kimbo sono fortemente legati alla comunicazione; dopo una prima campagna di successo destinata al solo mercato campano, la famiglia Rubino decide, con lungimirante intraprendenza, di estendere la comunicazione su scala nazionale, in anticipo sulla distribuzione del prodotto stesso. Personaggi di grandissima fama come Pippo Baudo, Massimo Dapporto e Gigi Proietti hanno accompagnato il suo cammino creando spot che sono entrati a far parte della storia della pubblicità. Nel 1989 il marchio fu sottoposto a restyling dall'agenzia Bifulco e si utilizzò il carattere “Antique Olive” per le due parole; il logotìpo Kimbo maiuscolo fu colorato di rosso. Nel 1994 l’azienda conquista il secondo posto nel settore retail del mercato italiano del caffè confezionato; il crescente successo è dovuto certamente alla rigorosa fedeltà, alla tradizione e all’eccellenza qualitativa ma anche alla forte presenza in comunicazione e agli investimenti nelle infrastrutture aziendali. Nel 1996 il logotìpo viene caratterizzato da linee curvose, rosse e oro. Nel 2013 per il restyling del marchio viene incaricata l’agenzia Carrè Noir di Torino; il logotìpo rosso viene ammorbidito e reso meno spigoloso. Vivrà nella composizione, al posto della parola caffè, la scritta “espresso italiano” e la bandiera italiana.