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Il marchio Galbani

 
Egidio Galbani
Galbani - Incarto formaggio
Galbani - Incarto formaggio
Galbani - Sede Melzo
Galbani - Incarto formaggio
Galbani - Targa smaltata
Galbani - Prima etichetta Bel Paese
Galbani - Etichetta Bel Paese effigie Dante
Galbani
Galbani - Automezzi
Galbani - Manifesto pubblicitario
Galbani
Galbani
Galbani - Automezzi
Galbani - Manifesto pubblicitario Savignac
Galbani
Galbani - Pagina Pubblicitaria
Galbani - Pagina pubblicitaria
Galbani - Manifesto pubblicitario
Galbani
Galbani - Stabilimento Mantova
Galbani - Packaging
Galbani
Galbani - Pagina pubblicitaria cambiamento marchio
Galbani - Stampati coordinati
Galbani - Nuovo Packaging Bel Paese

La storia del marchio Galbani

L’origine della società risale al 1882 quando Egidio Galbani, con l’aiuto del padre Davide, cominciò a Ballabio (Como) la produzione di formaggi in grado di fronteggiare la concorrenza dei prodotti francesi; negli anni successivi crebbe il numero degli stabilimenti e venne creata una rete commerciale nazionale. Nel 1906 fu creato il formaggio “Bel Paese” il cui nome derivava dal titolo di un libro scritto dall’abate Stoppani, lecchese e amico della famiglia Galbani; l’etichetta presentava, com’era inevitabile, la carta geografica dell’Italia, il ritratto dello stesso abate e la denominazione completa. Particolare curioso: fu prevista l’utilizzazione dell’effigie di Dante Alighieri ma poi fu scartata. Nel 1915 nacque il “Caseificio Davide Galbani” a Melzo (Milano); il nome fu scelto da Egidio in onore del padre. Alla fine della Grande Guerra fu costituita la “società anonima Egidio Galbani” il cui marchio era costituito dalla targa smaltata con carattere e forma tipici dell’epoca. Il primo vero marchio degli anni Trenta era formato dalla scritta calligrafica obliqua, tipica del tempo, in cui le propaggini della “G” e della “i” avevano movenze ovoidali; nel 1934 la scritta divenne orizzontale. Negli anni Cinquanta il cognome fu inscritto in un ovale rosso; appariva nel 1955 anche il nome della cittadina di Melzo alla quale sarà legata buona parte della storia aziendale. Nel dopoguerra divenne la più grande azienda casearia del paese e, nel 1960, la sede venne trasferita a Milano. In quell’anno il marchio fu sottoposto ad un leggero restyling: nell’ovale, reso meno orizzontale, viveva il lettering più corposo e deciso. Tutti i prodotti furono contrassegnati da “Galbani vuol dire fiducia”, uno degli slogan pubblicitari più noti agli italiani. Nel 1989 l’azienda venne rilevata dal gruppo multinazionale francese Danone e pertanto, nel 1996, l’azienda decise di adottare un nuovo segno grafico. Maurizio Di Robilant progettò il marchio che, rispettoso della forma ovoidale, raffigura la parola Galbani in un carattere con grazie e due tratti verdi per simboleggiare i campi, la natura. La colorazione, nel complesso, richiama fortemente la forte identità gastronomica italiana per aumentare così la conoscenza del nostro formaggio all’estero.