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Il marchio Fiat

 
Fiat - Giovanni Agnelli
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Fiat - Primo manifesto pubblicitario Carpanetto
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Fiat - Marchio Fiat Zero 1912
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Fiat - Contenitore carburante
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Fiat - 508 Balilla prima serie
Fiat - Manifesto pubblicitario Dudovich
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Fiat - Fiat Uno
Fiat - Fiat Punto 1994
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Fiat - Fiat Punto 1999
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Fiat - Museo del Marchio Italiano
Fiat - Schizzi progetto marchio
Fiat - Manuale corporate identity
Fiat - Marchio calandra

La storia del marchio Fiat

La storia della FIAT si identifica in larga parte con la storia dell’economia italiana e dello sviluppo industriale di un Paese che ha saputo imporsi da protagonista sulla scena economica internazionale. Le origini della FIAT, acronimo di “Fabbrica Italiana Automobili Torino”, risalgono al 1899 quando un gruppo di uomini d’affari torinesi, capeggiati da Giovanni Agnelli, si proposero come scopo la realizzazione di un prototipo di automobile. Tali investitori seppero approfittare del fermento creativo e del clima sociale favorevole che caratterizzava in quegli anni Torino, città che si presentava come laboratorio di innovazioni, soprattutto nel campo dell’industria. Le vetture FIAT seppero imporsi subito non solo sul mercato italiano ma anche su quello internazionale qualificandosi come prodotti di lusso destinati ad un’elite di consumatori. Il primo marchio del 1899 era costituito da una “pergamena” di ottone montata sul cofano, ispirata ai gusti dell’epoca: il lettering era inciso a mano e accanto alla lettera “N” c’era uno spazio per il numero di produzione seriale; nel primo manifesto pubblicitario di Carpanetto appariva l’acronimo punteggiato. Nel 1901 il marchio risentiva delle movenze sinuose dello stile liberty. Nel 1903 comparve un altro marchio-targhetta con due rami d’olivo stilizzati su un sole levante, allusione probabile alla frase biblica “Fiat lux”, ed era posto vicino ai pedali; per la prima volta, apparì l’acronimo in grande evidenza. Nel 1908 fece la sua prima apparizione sul radiatore il notissimo marchio ovale, forse il più bel marchio italiano in stile liberty con le scritte e le decorazioni in oro sul fondo blu di Prussia che resisterà sulle auto FIAT fino agli anni Venti. Infatti, con la partecipazione alle gare sportive, dal 1921 iniziò la serie dei marchi rotondi con la corona d’alloro; fu regolarmente utilizzato su tutte le auto fino al 1932. In quell’anno fece la sua prima apparizione il marchio FIAT di tipo rettangolare che divenne celebre con l’uscita della Balilla. È interessante notare come, per esigenze di modernità, si scelse un carattere bastone allungato, senza fronzoli e con la caratteristica lettera “A” ad andamento sghembo; questo marchio con il nome FIAT su fondo rosso era l’espressione dell’architettura degli anni Trenta. Salvo piccole variazioni nel design delle lettere e nel profilo dei bordi, non mutò per quasi trent’anni; nel 1955 la sola lettera “A” diventò spigolosa. Nel 1964 fu riutilizzato il marchio circolare con la corona d’alloro solamente per firmare le vetture da corsa. Nel 1968 il marchio fu rinnovato in modo sostanziale per divenire l’elemento base di tutta l’identità FIAT; fu progettato da Armin Vogt dell’agenzia svizzera Reiwald. Secondo il principio di rendere semplice la comunicazione della complessità, della vastità e della differenziazione dei prodotti e dei settori dell’Azienda, fu deciso di ricondurre il tutto ad un elemento unificatore: il rombo, cioè ad una unità di misura di tipo architettonico. Praticamente si componeva di quattro rombi neri inclinati di 72 gradi e le lettere maiuscole color argento nel carattere Univers; nel 1972 i quattro rombi divennere blu e le lettere in bianco. Praticamente, fu così che il marchio FIAT nacque da una semplicissima operazione di montaggio o di assemblaggio, proprio come succedeva in fabbrica. A partire dal 1981, sul cofano delle auto apparivano 5 linee parallele e oblique, ottenute dall’intersezione dei 4 rombi del marchio; negli anni Novanta, sulle automobili le linee ridussero le dimensioni. Nel 1999 tra le molte iniziative studiate per festeggiare il centenario è tornato, sia pure stilisticamente aggiornato, lo scudetto rotondo con la corona d’alloro che distingueva le auto FIAT negli anni Venti; questo restyling ha interessato solamente il marchio-cofano delle nuove auto ma non il marchio ufficiale che, l’anno successivo, ha solamente subìto una modernizzazione ad opera di Maurizio Di Robilant. Durante i primi anni del 2000 la Casa torinese è riuscita a riprendersi dalla più grave crisi finanziaria della sua storia; a suggello del percorso compiuto, nel 2006 si decise di rinnovare il marchio riaffidando l’incarico a Maurizio Di Robilant in collaborazione con il Centro Stile Fiat. Si concepisce il nuovo marchio prendendo spunto dal celebre scudo che campeggiava sul frontale delle autovetture dal 1932 al 1968, caratterizzato dallo sfondo rosso e dai caratteri allungati della scritta. Il tutto incastonato in una cornice tonda cromata dall’effetto tridimensionale che evoca un’idea di tecnologia e design italiano, oltre a rendere omaggio al marchio rotondo con alloro degli anni Venti.