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Il marchio Coop

 
Marchio Coop
Coop - Packaging
Marchio Coop
Coop - Alfabeto Herbert Bayer
Coop - Pagina pubblicitaria
Coop - Pagina pubblicitaria
Coop
Coop - Pagina pubblicitaria
Coop - Packaging
Coop - Insegna
Coop - Pagina pubblicitaria
Marchio Coop
Coop - Tavola manuale marchio
Periodico Coop
Coop - Segnaletica Bob Noorda
Coop
Coop - Packaging

La storia del marchio Coop

Nasce nel 1854 a Torino la prima cooperativa di consumo, il primo spaccio dei “magazzini di previdenza”, per difendere il potere d’acquisto dei consumatori, con l’acquisto della merce dai grossisti e rivendendola poi ai soci a prezzo di costo. Nel tempo queste cooperative divennero così realtà radicate su tutto il territorio nazionale. Nel 1945 viene fondata l’Associazione Nazionale Cooperative di Consumo; durante quegli anni di grande difficoltà le cooperative rappresentano un’alternativa ai negozi provati, garantendo risparmi grazie al superamento delle intermediazioni dei grossisti. Siccome dal dopoguerra le cooperative sparse sul territorio riportavano denominazioni diverse (La Proletaria, La Fratellanza ed altre ancora) si sentì il bisogno di apparire con un’immagine unitaria, con l’abbreviazione “Coop” appunto. Il primo marchio era costituito da un logotìpo con carattere corsivo, come si usava all’epoca; non aveva un ruolo decisivo nella comunicazione perché si limitava a firmare il prodotto in modo defilato. In pieno boom economico per la Coop emerse la necessità di darsi nuove prospettive per stare all’altezza dei tempi; si sentì, pertanto, il bisogno di adeguare la propria identità visiva alle moderne tecniche di comunicazione. Nel 1963 Albe Steiner ridisegnò il logotìpo derivandolo dall'alfabeto "universale" di Herbert Bayer; per rendere meglio l’idea della cooperazione tra le persone, ridusse al minimo la spaziatura tra le quattro lettere in modo da annullare ogni separazione e per rappresentare visivamente il senso della cooperazione. Questo marchio apparve, per la prima volta, come insegna del primo “magazzino a libero servizio” di Reggio Emilia. Agli inizi degli anni Settanta ci fu un restyling del logotìpo di Steiner: le lettere furono ingrossate nei tratti e furono migliorate le giunzioni della lettera C e della lettera P. Poi nel 1985 Bob Noorda operò il restyling con interventi minimi ma efficaci: ingrandì oltremodo i tratti utilizzando lo stesso taglio sghembo per la lettera C e la lettera P. Nel 2005 un altro restyling affidato all’agenzia Advance: il logotìpo è inscritto in una figura rossa a forma d’occhio; anche il packaging risulta rinnovato e accattivante.