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Il marchio Campari

 
Gaspare Campari
Davide Campari
Marchio Campari
Marchio Campari
Campari - Logotipo Dudovich
Campari - Logotipo Dudovich
Campari - Etichetta
Campari - Etichetta
Marchio Campari
Campari - Logotipo Dudovich
Marchio Campari
Campari - Logotìpo Cappiello
Marchio Campari
Marchio Campari
Marchio Campari
Marchio Campari
Marchio Campari
Campari - Logotipo Dabovich
Marchio Campari
Campari - Automezzo
Campari - Pagina pubblicitaria Fortunato Depero
Campari - Logotipo Sergio Tofano
Marchio Campari
Marchio Campari
Marchio Campari
Campari - Pagina pubblicitaria Marcello Nizzoli
Marchio Campari
Marchio Campari
Marchio Campari
Marchio Campari
Marchio Campari
Campari - Pagina pubblicitaria Dudovich
Campari - Particolare pagina pubblicitaria
Campari - Manifesto pubblicitario Munari
Campari - Pagina pubblicitaria Marangolo
Marchio Campari
Campari - Pagina pubblicitaria
Marchio Campari
Campari

La storia del marchio Campari

La fabbrica di liquori fu fondata nel 1860 da Gaspare Campari a Milano. Nel 1882 alla morte del fondatore uno dei suoi cinque figli, Davide, introdusse fondamentali cambiamenti trasformando l’azienda in una delle più note all’estero: da “Liquoreria Campari” a “Gaspare Campari-Fratelli Campari successori” nel 1902 e quindi “Davide Campari & C.”. Quest’ultimo investì molto nella comunicazione tanto è vero che svariati manifesti pubblicitari furono disegnati da Fortunato Depero (che progettò nel 1928 l’originale bottiglietta del Campari Soda), Marcello Dudovich, Marcello Nizzoli, Erberto Carboni, Leonetto Cappiello, Bruno Munari (che disegnò nel 1964 il famoso manifesto). I primi marchi-firme “Bitter” e “Cordial” vennero registrati nel 1888 assieme allo stemma araldico della famiglia “…formato da uno scudo con la figura di due cani accoccolati e sormontato da un elmo con fogliami ornamentali”. Nella sua storia Campari ha più volte modificato, anche sostanzialmente, il marchio poichè ha volontariamente tradotto il suo linguaggio grafico nei timbri stilistici dei vari momenti dell’arte, della moda, del gusto. Questo atteggiamento verso la comunicazione, cioè non apparire con lo stesso marchio, è divenuto tipico, imitabile e definito “immagine coordinata aperta”. Nel 1987 si è resa necessaria la fissazione definitiva degli standards grafici che fu realizzata da G&R Associati operando una sorta di restauro, di lavoro filologico sui logotìpi dopo un secolo di stratificazioni grafiche. Furono selezionati quelli più ricorrenti a partire dalla fondazione e si scelse il logotìpo Campari registrato nel 1912, il più utilizzato dal secondo dopoguerra.