Museo del Marchio Italiano Logo
 
 
 

Il marchio Birra Peroni

 
Francesco Peroni
Birra Peroni - Carta lettere
Marchio Birra Peroni
Birra Peroni - Insegna di latta
Marchio Birra Peroni
Birra Peroni - Manifesto Ciociaretto Romolo Tessari
Birra Peroni - Carretto ghiaccio birra
Birra Peroni - Carro birra
Birra Peroni - Manifesto Ciociaretto Romolo Tessari
Birra Peroni - Automezzo
Birra Peroni - Manifesto Cameriere indaffarato Arrigo Coen
Birra Peroni - Carro birra
Marchio Birra Peroni
Birra Peroni - Targa metallica
Birra Peroni - Targa metallica smaltata
Birra Peroni - Targa vetro
Birra Peroni - Targa cartonata
Marchio Birra Peroni
Marchio Birra Peroni
Birra Peroni - Insegna luminosa
Marchio Birra Peroni
Birra Peroni - Carosello Solvi Stübing Bionda Peroni
Birra Peroni - Datario rotelle
Birra Peroni - Bottiglie etichetta esagono
Birra Peroni - Manifesto pubblicitario
Marchio Birra Peroni
Birra Peroni - Packaging
Marchio Birra Peroni
Birra Peroni - Etichetta

La storia del marchio Birra Peroni

Francesco Peroni nel 1846 avviò a Vigevano (Milano) la produzione di acqua gassosa e di una bevanda non pastorizzata, la cosiddetta “birretta”, destinata a soddisfare l’esigua domanda locale. L’allora Regno Sabaudo era interessato da forti tensioni politiche e sociali che avrebbero portato alla costituzione del futuro stato italiano. Nel 1864, insoddisfatto del mercato vigevanese e fiducioso negli sviluppi successivi alla proclamazione del Regno d’Italia, il giovane Peroni si trasferì a Roma nei pressi di Porta Pia per avviare la produzione in una seconda fabbrica più capiente e tecnologicamente avanzata dove la birra veniva pastorizzata e stagionata al freddo; Roma era destinata a diventare la capitale del Regno d’Italia, meta di turisti e pellegrini, crocevia di truppe militari, centro burocratico in continua espansione. Continuò la crescita aziendale fino alla seconda guerra mondiale dopodichè, nel 1944, riprese con l’arrivo degli alleati e delle materie prime. Svolse un ruolo di protagonista nella stagione del boom economico italiano a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta; la popolarità del prodotto si moltiplicò attraverso i leggendari Caroselli, le campagne affissioni e stampa che ebbero come protagonista la “bionda Peroni”. Anche l’oggettistica, i bicchieri, le bottiglie sono divenuti, nel corso del tempo, parte integrante del vissuto quotidiano degli italiani, oggetto di collezionismo e di scambio. Sulla carta intestata del 1901 apparve una composizione di medaglie e riconoscimenti in cui era presente il primo marchio: una stella a sei punte con un boccale al centro e la dicitura “Peroni Roma”; la stella a sei punte era utilizzata come simbolo alchemico proprio perchè la fabbricazione della birra aveva, all’epoca, qualcosa di magico. Nel 1906 questo marchio fu isolato dal contesto e, poi, fu aggiunto uno stemma araldico con l’aquila ed il tutto inserito in un cerchio diviso in bianco e azzurro. Negli anni Trenta il marchio si arricchì di una spessa cornice in cui viveva la scritta “Birra Peroni Roma” e lo scudo con l’aquila. In assenza di regole grafiche vincolanti, coesistevano in quegli anni una serie di logotìpi-firme su targhe smaltate; su alcune compariva la corona a simboleggiare la fornitura alla Real Casa. Nel dopoguerra il famoso tappo rosso oro divenne il simbolo dell’azienda. Negli anni Cinquanta l’azienda veniva rappresentata da un logotìpo con caratteri gotici, tipici delle etichette della birra di tradizione germanica. Negli anni Sessanta si rinnovò il marchio: un quadrato con bordi arrotondati rosso e oro nel quale c’era un esagono bianco con la scritta “Birra Peroni” in Helvetica maiuscolo e la corona d’alloro con la data di fondazione; l’esagono si allungava a seconda degli usi. Nel 1985 il marchio subì un ulteriore restyling: un “biscotto” stilizzato ed allungato con lettering bastone. Nell’etichetta della birra, da notare, c’e lo storico marchio nel cui interno scompare la stella a sei punte per lasciare il posto all’alloro con il boccale. Nel 2013 il marchio ha subito piccoli interventi di restyling, specialmente nel lettering; al di sopra del logotìpo appare la firma del fondatore nonché una sua illustrazione.