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Il marchio Ansaldo

 
Giovanni Ansaldo
Marchio Ansaldo - Copertina opuscolo
Marchio Ansaldo
Ansaldo - Bozzetto Mario Perrone
Ansaldo - Padiglione esposizione internazionale
Marchio Ansaldo
Marchio Ansaldo
Marchio Ansaldo
Ansaldo - Pagina pubblicitaria 1926
Marchio Ansaldo
Marchio Ansaldo
Marchio Ansaldo
Ansaldo - Pagina pubblicitaria 1938
Ansaldo - Marchio Manifesto Delfino
Marchio Ansaldo
Ansaldo - Pagina pubblicitaria 1950
Marchio Ansaldo
Ansaldo - Costruzione geometrica
Ansaldo - Pagina pubblicitaria
Marchio Ansaldo
Marchio Ansaldo - Griglia geometrica
Marchio Ansaldo
Marchio Ansaldo

La storia del marchio Ansaldo

Complesso industriale navalmeccanico fondato nel 1853 a Sampierdarena, periferia di Genova, dall’ingegnere Giovanni Ansaldo su suggerimento di Cavour. Quest’ultimo intendeva disporre di un’industria italiana per la costruzione di locomotive, macchine e navi liberando così il paese dalla dipendenza straniera e chiamò a dirigerla proprio Giovanni Ansaldo, docente universitario e fondatore di una scuola popolare di meccanica applicata. L’Ansaldo è stata una delle più illustri marche automobilistiche italiane scomparsa in seguito alla crisi mondiale del 1929. Fino a quella data fu protagonista di una tormentata ma significativa esperienza decennale dal 1919 al 1929; dalla produzione di locomotive e navi, l’azienda fu indotta alla produzione di automobili dalle esigenze della riconversione del primo dopoguerra. Il primo marchio Ansaldo fu disegnato nel 1912 dall’ingegnere Soliani e approvato dall’amministratore delegato dell’epoca, Mario Perrone; raffigurava la lettera “A” graziata con la ruota dentata per l’industria meccanica, l’àncora per quella navale, due obici per quella militare e le saette per gli equipaggiamenti elettrici. Fu utilizzato, fino alla seconda guerra mondiale, talvolta inscritto in un cerchio. Nel 1919 il marchio che compariva sulle automobili Ansaldo raffigurava il logotìpo disposto in un rombo con due cannoni incrociati, richiamo alla produzione d’artiglieria. Nel 1938 il marchio, disegnato da Delfino, fu l’essenzializzazione del primo marchio: apparivano gli elementi stilizzati insieme ad un carattere di stile fascista che gli conferiva una corposità monumentale; talvolta appariva il solo logotìpo. Nel 1966 l’Ansaldo abbandonò definitivamente il settore meccanico e navale per quello elettromeccanico e dei trasporti. Nel 1977, per stare al passo con i tempi, si pensò al redesign del marchio con l’utilizzo del carattere Helvetica maiuscolo ed un segno grafico, composto da elementi modulari, in cui si leggeva la lettera “A”. Nel 1984 l’Ansaldo era in una fase di trasformazione molto complessa ed il continuo cambiamento degli elementi visivi nel tempo determinò l’esigenza di ridefinire il marchio: si puntò alla massima semplicità riutilizzando il logotìpo esistente. Fu, quindi, creata una cornice attorno al logotìpo, sia per ottenere una forte caratterizzazione visiva sia per poter abbinare ad esso, attraverso un sistema modulare di cornici, qualsiasi informazione aggiuntiva. Tutta l’operazione di rinnovamento fu curata da Sottsass Associati in collaborazione con la direzione delle relazioni esterne dell’Ansaldo. Nel 2001 viene assorbita da Finmeccanica assumendo la denominazione di Ansaldo STS, acronimo di “Signalling e Transportation Solutions”; nel periodo successivo mantenne la sua identità grafica all'interno del gruppo. Quando, nel 2008, Carrè Noir disegnò il nuovo marchio Finmeccanica allora anche il marchio Ansaldo mostrò la stessa identità di gruppo.